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Dettaglio evento

11-ott-2020 /

Incontri ravvicinati sulla terra: Leccio

Questo albero forma boschi fitti, chiamati lecceta, dove la luce solare penetra con difficolta. Per questo motivo il sottobosco è povero di specie vegetali, eccezion fatta per specie come il Pungitopo (Ruscus aculeatus), il tino (Viburnum tinus) e poche altre. Sopra il terreno esiste una notevole copertura di foglie secche che contribuisce ad impedire lo sviluppo delle piante del sottobosco. Il leccio resiste bene anche lungo la costa o sulle rocce prossime al mare, per via della sua grande capacità di adattamento. In aree assolate e aride presenta foglie fortemente sclerotizzate e, a volte, quasi spinose. Si spinge molto vicino al mare sia con esemplari isolati che come copertura boschiva, su pendii ripidi dove sarebbe difficile per altre specie rimanere ancorati alle rocce. Si trova in associazione ad altre specie arboree, principalmente la roverella (Quercus pubescens) e l'orniello (Fraxinus ornus) che possono svilupparsi lungo la costa ma, generalmente, non giungono quasi a lambire il mare come il leccio. Come tutte le querce anche il leccio produce ghiande che un tempo venivano utilizzate nell'alimentazione dei suini. La lecceta costituisce il bosco originario tipico di buona parte delle aree costiere del Mediterraneo.

Nome scientifico  Quercus ilex 

Nome in lingua genovese  erxo

Testo e foto Giorgio Massa