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3-ago-2022 /

Le località del parco: Porto Pidocchio

Sulla carta delle guide turistiche e sui cartelli indicatori troviamo oggi scritto “Porto Pidocchio”, ma per i pescatori del posto quella è stata sempre e soltanto a Fuxe, la Foce.

Una antica foto di Porto Pidocchio

 

Un luogo dove fino ai primi Anni Settanta, ferveva l’attività dei pescatori locali che qui avevano la loro base.

 

Una cartolina degli anni '30

 

 

All’epoca si praticavano ancora antiche tecniche di pesca come quella con il trattanùn (tartanone) ormai completamente scomparsa, ed anche la musea (mugginara) i tremmagi (tremagli) le nasse, i bertueli (un tipo di nassa dalla forma tonda), oltre ad altri tipi di pesca che vengono usati ancora oggi, come i palamiti, le lampare, la tonnara.
Non venivano disdegnati neppure il bolentino e la pesca con la canna dagli scogli. 

Le reti stese ad asciugare neli primi anni '70

 

Nelle rare  fotografie di Porto Pidocchio a quei tempi, si può vedere bene l’intelaiatura di pali sulla quale venivano messe ad asciugare le reti e che sovrastava quasi completamente l’area del porticciolo.
All’epoca, di giorno e di notte, questo luogo era sempre colmo di vita e lavoro.

Oggi, alcuni di quei pescatori sono ricordati in una piccola bacheca che è cresciuta, anno dopo anno, in un angolo di Porto Pidocchio, dove si possono vedere le loro foto e leggere qualche parola a loro dedicata.

 

Ricordiamo che nel parco non esistono contenitori per i rifiuti e che la sua pulizia dipende esclusivamente dal nostro rispetto per l’ambiente e quindi non dobbiamo mai abbandonare i nostri rifiuti, ma raccoglierli accuratamente e portarceli appresso per depositarli in uno dei cassonetti predisposti alle porte di accesso.