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Gaixella – Pietre Strette

Presso la panchina di Gaixella, troviamo esemplari di cipresso di Lawson, una specie esotica diffusa in molti giardini pubblici e privati. L’ambiente è fresco e umido, costituito da un bosco misto di leccio, carpino nero e roverella, poco illuminato, ben diverso dal restante versante, arso dal sole e battuto dai venti meridionali.

La vallecola che si sta attraversando deve la sua origine ad una profonda incisione della roccia, allineata in direzione nord-sud, formatasi durante i movimenti di sollevamento e di assestamento del conglomerato.

Durante il percorso, il cui fondo è stato recentemente ristrutturato, ai calcari di Monte Antola succede il conglomerato di Portofino ed il suolo acquista una vivace colorazione rossastra. Ci si trova nella zona dove le due diverse rocce del Promontorio sono venute a contatto e i movimenti  hanno spezzato il conglomerato dando luogo ad innumerevoli fratture.

La zona, nota come località Fogliacci tra Gaixella e Pietre Strette, è ombrosa, umida e relativamente fredda; il terreno è ricoperto da edera e in primavera, spiccano le fioriture degli anemoni, della scilla e dell’erba trinità. Il sottobosco, presso la Località Pietre Strette, è invece invaso dal rovo, indice che in passato il terreno era ripulito anche con la tecnica dell’incendio controllato. Il tratto dell’itinerario si sviluppa nel castagneto dentro il quale spuntano i grossi blocchi di conglomerato, dei veri e propri torrioni affiancati, ai quali Pietre Strette deve il suo nome.

Pietre Strette è il cuore pedonale del Parco; da qui si possono raggiungere Santa Margherita, Gave, Paraggi, Portofino Mare, Base 0, San Fruttuoso, Toca, Monte Tocco e il Semaforo Vecchio oppure riposare nell’area attrezzata.