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Ghidelli – Crocetta

Il sentiero conduce subito in un stretto valloncello, qui la temperatura diminuisce, la luminosità si attenua, l’umidità atmosferica cresce sensibilmente. Le variazioni microclimatiche sono particolarmente evidenti perché contrastano il clima locale.

La macchia si estende a pochi passi, ma la vegetazione che circonda il sentiero la fa sentire ben più lontana. Essa è costituita da un ceduo abbandonato di robinia, alla quale si accompagna il nocciolo; ai rami degli alberi sono avvinte numerose liane (vitalba, edera, tamaro) che danno all’ambiente un aspetto vagamente tropicale, accentuato dalla presenza di eleganti felci che, a dispetto del medesimo portamento, non appartengono però tutte alla stessa specie.

Le stesse condizioni ambientali si ritrovano in forma più accentuata in una seconda vallecola che si unisce alla prima più in basso per formare il torrente Ruffinale, la cui foce costituisce l’unica profonda rientranza costiera del tratto compreso tra San Fruttuoso e Portofino Mare, denominata Cala degli Inglesi.

È evidente quanto le modificazioni morfologiche influiscano sul clima e sulla vegetazione che qui è particolarmente ricca di felci. Non è un caso che poco sotto il sentiero si trovino, nella zona Coppelli, numerose sorgenti. Le acque che scorrono all’interno di un discreto numero di fratture vengono qui intercettate e convogliate nell’acquedotto di Portofino. La temporanea presenza di acqua nel canalone permette la riproduzione di alcuni anfibi quali il rospo, la rana appenninica, la raganella meridionale. L’assenza di panorami rende più disposti ad apprezzare le particolari situazioni ambientali che diventano la principale attrattiva dell’itinerario.

Usciti dalla seconda vallecola, si penetra nel fitto del bosco che cela la vista al mare, sempre vicino. Si sta attraversando la più estesa formazione di robinia del Promontorio. Piantata nella seconda metà dell’Ottocento per sostituire la vegetazione originaria, distrutta dagli incendi, la robinia si è naturalizzata invadendo la zona con particolare vitalità.  Poiché è specie nitrofila (amante dei terreni ricchi di composti azotati) la sua espansione è notevole ed aumenta essa stessa la concentrazione di questi composti nel terreno circostante.  Il fenomeno è determinato dalle radici che sono in grado di legare l’azoto dell’aria con altri elementi e di cedere i composti nell’ambiente circostante

Giunti a Crocetta, il sentiero prosegue per Nozarego, con l’indicazione “via Pini spessi”, che sottolinea la copertura vegetale prevalente del primo tratto. Pino domestico e pino marittimo, a dispetto della bellezza degli esemplari, mostrano i segni di parassitosi.

La copertura vegetale ricalca quella descritta, con la presenza dell’invasiva robinia e del castagno, che forma più avanti boschi recanti i segni di antiche colture.