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Mulini – Olmi

Si arriva al Mulino del Gassetta, recentemente ristrutturato a cura dell'Ente parco. Oltre al servizio gastronomico, presso il mulino è possibile visitare uno spazio museale e il Punto Informativo dove chiedere informazioni e acquistare pubblicazioni e gadgets del parco.

Mentre l’itinerario prosegue dritto, sulla destra sale il breve sentiero per la località Crocetta, sulla sinistra è possibile scendere a Paraggi. L’ambiente intorno sorprende per l’esuberanza con cui la vegetazione ammanta di verde anche le zone più prossime al mare e si gode della particolare dolcezza con cui i versanti discendono dal vicino Monte Pollone.

L’importanza agricola rivestita da questa zona è confermata dalla presenza di mulini e frantoi, ormai fermi, dove convergevano i prodotti destinati alla trasformazione in olio e farina. Gli antichi mulini, l’ultimo dei quali, il mulino di Piccìn, che cessò l’attività nel 1987, sono quasi tutti abbandonati e, nel migliore dei casi, sono stati sottoposti a ristrutturazioni talvolta poco rispettose.
Prima di riprendere il sentiero si può dare un’occhiata alle spalle del serbatoio dove dei vecchi lavatoi fanno immaginare momenti scomparsi della vita di un tempo, a noi più vicina di quanto non sembri.

L’ultimo tratto di salita abbandona in breve il bosco e sbocca nella zona coltivata del Promontorio dove, il verde argentato degli olivi, contrasta con quello cupo degli alberi da frutta. Si è giunti ad Olmi da dove è possibile dirigersi verso tutte le principali località del quadrante sud-orientale del parco.

Il tradizionale intervento dell’uomo risulta ben inserito nell’ambiente naturale: metodi e tipi di coltura (come quella dell’olmo le cui fronde venivano date come foraggio alle bestie) sembrano non avere conosciuto qui il trascorrere dei secoli. L’olivo viene periodicamente potato e ripulito dai parassiti, la vite borda le fasce sostenute dai muri a secco.