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Mulini - Paraggi

La mulattiera raggiunge l’insediamento di Paraggi percorrendo la valle dell’Acqua Viva in un ambiente boschivo fresco ed ombroso. Si tratta di una zona particolare non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello dell’insediamento umano, del rapporto tra uomo e natura.

Dal nome della località di partenza e dai 23 mulini e frantoi che si incontrano lungo il percorso (dei 35 esistenti nella zona, come censì Matteo Vinzoni agli inizi del Settecento) si intuisce l’importanza di questa valle come centro di lavorazione dei prodotti agricoli. In questa zona, infatti, la possibilità di sfruttare l’energia dell’acqua del torrente (alimentato da numerose sorgenti perenni che sgorgano dalle pendici del soprastante Monte Pollone) si abbina alla vicinanza degli insediamenti di Paraggi, di Portofino Mare, di Santa Margherita e dei nuclei rurali sparsi. In epoche storiche, inoltre, le merci provenivano da località ancora più distanti, via mare, e scaricate a Paraggi, venivano condotte a dorso di mulo lungo questo itinerario.

Le costruzioni più o meno diroccate che, mostrando talvolta macine e ingranaggi fiancheggiano la pedonale, erano un tempo attrezzate per la produzione di olio di oliva, di farina di frumento, di granoturco e di castagna. Anche resti di ponticelli, di beudi (condotte per l’acqua in muratura), talvolta sopraelevati, di vasche e chiuse testimoniano l’esaurirsi di una fiorente attività, legata al destino dell’agricoltura e quindi costretta a seguirne il declino. E proprio agli sbarramenti e alle vasche si deve l’alta presenza di anfibi nella zona.

L’abbandono della campagna e la non competitività economica dei tradizionali metodi di coltivazione hanno determinato il destino dei mulini, fermandone completamente l’attività nei primi anni dell’ultimo dopoguerra. L’attività contadina, condotta come lavoro complementare o come passatempo, sopravvive, come si può vedere anche dal sentiero, nella media valle dove il collegamento con i centri urbani e costieri è più prossimo e agevole e l’interesse turistico è ancora poco avvertito. L’itinerario segue il corso del torrente, offrendo saltuariamente scorci panoramici, senza allontanarsene mai sensibilmente, dando in questo modo la possibilità di apprezzare pienamente le peculiari caratteristiche dell’ambiente particolarmente umido e ombroso.

Le piante del sottobosco hanno, in genere, foglie grandi e larghe; una differenza significativa di dimensioni delle foglie si nota osservando le specie che crescono contemporaneamente in questa zona ed in altre piü luminose. In questa valle dell’Acqua Viva vivono parecchie specie amanti dell’umidità tra le quali un elevato numero di felci. Nelle pendici orientali del Monte Pollone si riscontra il maggior accentramento di sorgenti del Promontorio, dal cui sfruttamento proviene la quasi totalità dell’approvvigionamento idrico del Comune di Portofino e parte di quello di Santa Margherita Ligure.