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Pietre Strette – Bocche

II tragitto tra Pietre Strette e Bocche (note anche come Bocche di San Lorenzo) attraversa un bosco ceduo di castagno. Gli alberi venivano coltivati principalmente per ricavarne legname e per raccoglierne i frutti.

Il sottobosco è formato da eriche, emero, corniolo e qualche agrifoglio. Nello strato erbaceo si trovano numerose specie che danno luogo a gradevoli fioriture primaverili: primule, anemoni, l’amor nascosto, la scilla, il vistosissimo giglio di San Giovanni, piccole orchidee, il bucaneve e il dente di cane.

Guardando verso valle, si può restare impressionati dalla ripidità dei versanti che discendono verso Santa Margherita. Si sta avanzando sulla linea di confine tra i calcari di Monte Antola e il conglomerato di Portofino.

Lungo il sentiero affiora però solo il conglomerato che, sovrapponendosi ai calcari, li ricopre con una fascia più o meno estesa di blocchi di varie dimensioni. Dove le pendenze sono particolarmente forti, alcune porzioni di roccia, divisa in massi e blocchi a forma di pilastro, cuspide o colonna, sono rotolate lungo il pendio, fermandosi o raggiungendo il mare, se vicino. Al di là della cortina di vegetazione, il panorama si apre sul golfo del Tigullio, e permette di seguire la linea del crinale che, passando per San Lorenzo della Costa, divide la valle di Santa Margherita da quella di Rapallo.

Si arriva in breve alle Bocche, dove congiungono due lunghe e profonde incisioni vallive che determinano una sella lungo il crinale che unisce il Monte delle Bocche (508 m) al Monte Croce di Nozarego (388 m). Il clima temperato continentale tipico della regione sommitale, in prossimità della quale ci si trova, entra nettamente in contrasto con il clima mediterraneo del settore meridionale verso il quale si scende.