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Pietre Strette – Toca

Pietre Strette è il cuore pedonale del Parco; da qui si possono raggiungere Santa Margherita, Gave, Paraggi, Portofino Mare, Base 0, San Fruttuoso, Toca, Monte Tocco e il Semaforo Vecchio oppure riposare nell’area attrezzata.

Il percorso, panoramico e suggestivo, attraversa la parte occidentale dell’insenatura di San Fruttuoso e l’intera Cala dell’Oro, mantenendo la quota media dei 450 m. Da Pietre Strette si abbandona l’ambiente fresco ed ombroso del bosco e si risale lungo il fianco assolato del crinale che, scendendo dalla vetta, delimita le due insenature di San Fruttuoso e della Cala dell’Oro. A seguito di numerosi incendi, la felce aquilina ed il rovo sostituiscono adesso, con invadente prepotenza, gli arbusti che prima componevano la macchia mediterranea laddove la pineta era più aperta. 

La zona che si percorre è caratterizzata da lunghi periodi di insolazione e quindi da temperature medie elevate anche nel periodo invernale e il costone roccioso che scende ripido in mare è battuto dal venti che giungono dai quadranti meridionali. Giunti ad una panchina si può dare uno sguardo al panorama suggestivo con in basso l’unico nucleo abitato situato nel tratto di costa compreso tra Punta Chiappa e Portofino mare: San Fruttuoso di Capodimonte. Intorno ad esso le pendici rocciose scendono ripidamente in mare dove mantengono già a pochi metri dalla costa, fondali che presentano interessanti variazioni di flora e di fauna. Il percorso si sviluppa nel conglomerato di Portofino: sono infatti ben visibili le fratture che lo attraversano originando selle e torrioni.

Le caratteristiche naturali del primo canalone che si incontra proseguendo sul percorso, umido e ricco di specie mesofile, quindi con i tronchi pieni di acqua, hanno contrastato il propagarsi degli incendi impedendo di arrivare alla limitrofa Cala dell’Oro. Per questo la macchia mediterranea  costituisce il tipo principale di vegetazione che si incontra: erica arborea, cisto femmina, corbezzolo e ampelodesma.
Poco dopo si giunge sul vallone di Cala dell’Oro, attraversando il regno nascosto del gabbiano reale, del falco pellegrino e nel periodo di passo, delle garzette e degli altri uccelli migratori. La forma dell’insenatura è identica a quella di San Fruttuoso avendo la stessa storia geologica.

Attraversata una balza rocciosa particolarmente panoramica, scendendo alcuni gradini di roccia, si intravede, pochi metri sopra il sentiero, una piccola sorgente che, come le altre, è il punto di riferimento di rettili (lucertole, geki, ramarri, serpenti) e piccoli uccelli della zona. L’acqua, infiltratasi nel terreno, cola dalla roccia e riempie una piccola vasca naturale attorniata da vegetazione rupestre e gariga.

Il sentiero, offrendo una splendida panoramica sul mare che spazia dall’Isola del Tino a Capo Mele,  giunge alla località Toca che è situata sul displuvio che scendendo dalla vetta del Promontorio, attraverso il monte Tocco (543 m), delimita ad occidente la Cala dell’Oro.