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Incontri ravvicinati sulla terra:

Cappero

È un bel cespuglio che si sviluppa sui muri e sulle rocce lungo le coste. I suoi semi germinano nelle fenditure o tra le pietre, quasi esclusivamente dove sia presente carbonato di calcio. La germinabilità dei semi è tuttavia molto bassa e, solitamente, non supera il 10 % del totale dei semi prodotti dalla pianta. Si tratta di un suffrutice con base legnosa e fusti ricadenti erbacei, su cui si sviluppano foglie appena lanceolate, inspessite, e tipicamente arrotondate con picciolo di media lunghezza e stipole spinose alla base e, nella bella stagione, anche boccioli fiorali. I fiori sono molto belli e appariscenti ma effimeri, costituiti da 4 sepali e altrettanti petali, numerosissimi stami ed un lungo pistillo, collegato all'ovario, che spunta al centro del fiore. I frutti sono capsule allungate e verdastre a maturità che contengono molti semi neri o giallognoli. Questa pianta vive ottimamente in ambienti soleggiati e sopporta lunghi periodi di siccità. Nell'area marina protetta si osserva spesso immediatamente sopra spiagge o coste rocciose.
Il cappero è tipico del bacino del Mediterraneo e la sua diffusione è stata favorita già nell'antichità dalle popolazioni locali. Oggi pertanto non si ha la completa certezza che le piante diffuse sul Promontorio di Portofino derivino da ceppi indigeni. Tipici ingredienti della cucina mediterranea, i capperi alimentari si ricavano dai boccioli fiorali della pianta che vengono messi in salamoia o sotto aceto.

Nome scientifico Capparis spinosa

Testo e foto Giorgio Massa