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I muretti a secco ora sono Patrimonio dell’Umanità

Mercoledì 28 novembre 2018 l’Unesco ha iscritto “L’Arte dei muretti a secco” tra gli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell’Umanità.

Il “Dry stone walling” è legato a qualsiasi struttura realizzata posizionando una pietra sull’altra senza alcun collante come cemento o simili. Viene consentito soltanto, in certi casi, l’utilizzo della terra pressata.
È stato il primo esempio di opera realizzata dall’uomo ed è presente in tutte le culture del pianeta.

Un muro a secco nel parco

Il muro a secco è un piccolo capolavoro di ingegneria arcaica. Elemento portante costituito
da pietre abilmente assemblate insieme senza l’utilizzo di malta o di cemento, permette il defluire dell’acqua piovana in maniera ottimale evitando che il suo accumulo all’interno della struttura ne comprometta la stabilità.
Sopra questa opera semplicissima, ma efficace, è basata la quasi totalità delle costruzioni e delle aree coltivate in Liguria.

Uno dei tanti muri a secco nel parco. Spesso sono in condizioni molto precarie.  


Il riconoscimento riguarda non solo l’Italia, ma anche Croazia, Grecia, Cipro, Francia, Svizzera, Spagna e Slovenia.

Un omaggio al lavoro immenso che generazione dopo generazione è stato realizzato in Europa e non solo.

 

Un cantiere-scuola di muri a secco nel parco

(foto da il Corriere della Sera)