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Le cotolette di Evita

Durante il soggiorno a Rapallo nessuno veniva ammesso a Villa Delle Piane, protetta da un severo servizio d’ordine.
In quei giorni ricevette la visita di Aristotele Onassis, molto amico di Alberto Dodero che in Argentina lo aveva introdotto al mondo della navigazione, quando l’allora giovane greco sbarcava il lunario come lavapiatti nei ristoranti di Buenos Aires.
Onassis arrivò puntualissimo all’incontro con Eva recando in mano uno splendido mazzo di orchidee.
Eva, che con molta semplicità si era messa un grembiule da cucina, stava cucinando delle cotolette.
In questa atmosfera molto poco romantica, Onassis cercò di forzare la mano cercando di corteggiare la Peron. L’armatore greco arrivò anche a dire: “una persona che sa dare tanto come lei, signora, ha il diritto di pretendere molto di più. Mi chieda ciò che vuole. Sono ai suoi piedi”.
Evita, che in seguito raccontò la vicenda al marito, temendo che Onassis volesse comprometterla, lo bloccò con notevole tatto ed eleganza, replicando:
“Con me è facile instaurare un buon rapporto. Mi firmi un assegno da diecimila dollari per gli orfani d’Argentina”.
Peron in seguito ebbe a dichiarare: “Ogni volta che penso alla faccia che deve aver fatto Onassis, non riesco a trattenermi dal ridere”.

Ph. Arrchivio Storico Regione Liguria