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C’era una volta il semaforo...

La storia del telegrafo sul Monte di Portofino

Molti avranno presente come i marinai, da una nave all’altra, riescono a scambiare messaggi muovendo le braccia fermandole in determinate posizioni, spesso tenendo una bandierina in mano per essere meglio visibili.



Schema del  semaforo costiero


Chissà, forse Claude Chappe nel 18° secolo capì che con quel principio, costruendo delle braccia enormi, era possibile trasmettere messaggi a vari chilometri. E così nacque il semaforo, più precisamente il “telegrafo ottico”, del quale la prima linea sperimentale venne realizzata nel 1793-94 sulla tratta Parigi Lilla, linea che nel 1810, via Calais e Bruxelles, arrivò sino ad Amsterdam.

Claude Chappe

 

Questo tipo di "semaforo " verrà installato anche sul Monte di Portofino, al Semaforo Vecchio e nel tempo verrà modificato per essere al passo con le nuove esigenze.




Oltre al Semaforo Vecchio, situato sulla vetta del Monte di Portofino a 610           metri, esisteva anche un altro semaforo, il Semaforo Nuovo che possiamo   osservare in questa foto dei primi del ‘900. 
Le pareti verso il mare erano a scacchi bianchi e neri 
per renderlo facilmente individuabile dal largo


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