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Ruta - Portofino Vetta

Il sentiero, gradevole e poco impegnativo, prende avvio a Ruta, frazione di Camogli, nei pressi della galleria sull’Aurelia, e tra campagna e bosco porta in uno snodo escursionistico di rilevante importanza per raggiungere le principali località del Monte. Si può intraprendere anche dalla parte opposta della galleria percorrendo Via Olivari.

Saliti i gradini della ripida mulattiera dedicata a Pietro Chiesa (un volontario alpino morto nella Prima Guerra Mondiale), si giunge alla chiesa di San Michele presso la quale sorge l’oratorio della Santissima Annunziata. Si abbandona l’asfaltata, per il sentiero che offre la panoramica sul costone del Castellaro sormontato dall’abitato di San Rocco e, di fronte, sulla catena montuosa che piega verso Rapallo con, in primo piano, il monte degli Esuli (toponimo dovuto alla presenza un tempo dei lecci o ilici, exui in dialetto) dal cocuzzolo spoglio e arrotondato, il monte Caravaggio, sormontato dall’omonimo santuario ormai in abbandono, e nel mezzo, tra i precedenti, il monte Ampola.

Le rocce che costituiscono gli strati dell’intera catena montuosa sono della formazione dei calcari del Monte Antola alla quale appartiene la roccia sulla quale si cammina lungo questo percorso e le pietre dei muri a secco e cementati che costeggiano il sentiero. Nelle fessure tra le pietre si ferma una quantità sufficiente di terreno tale da far germinare alcune specie caratteristiche, anche se non esclusive, dei muri: l’ombelico di Venere, l’erba ruggine e l’erba rugginina.

Il sentiero prosegue nel bosco misto, qui ricco di specie arboree differenti: castagno, carpino nero, roverella, orniello, corbezzolo. Si tratta di un bosco discretamente luminoso che favorisce la crescita di numerosi arbusti ed alberelli; oltre a un ricco sottobosco, in cui si rinvengono il ligustro, il biancospino, l’erica arborea.

Nel bosco, lasciata località Comunione e con essa alcuni sentieri laterali che danno su Viale Gaggini, si oltrepassa un’antenna con alcuni ripetitori del telefono, da qui la mulattiera conduce in località Pianette in un ambiente limitato quanto spettacolare, un minuscolo bosco di vecchi lecci alcuni dei quali secolari, che con il loro imponente portamento possono aiutare ad intuire che cosa fosse la selva oscura, citata da Dante, che ricopriva anche gran parte della Liguria costiera dei suoi tempi.

Si giunge infine, nella rinomata e panoramica zona di Portofino Vetta, sede di un esclusivissimo albergo-ristorante, il Portofino Kulm, che si può raggiungere anche grazie ai due chilometri dell’asfaltata dedicata a Gaggini, che parte di fronte all’inizio di questo itinerario.