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Santa Margherita – Pietre Strette

È un lungo itinerario di collegamento che consente sia di vedere come si modificano gli ambienti che di analizzare il ruolo delle attività umane. Si tratta di un percorso molto panoramico nel primo tratto.

Il sentiero prende avvio a Santa Margherita Ligure in via Costasecca, sulla piazza Mazzini, accanto all’oratorio della Nostra Signora del Suffragio, il selciato dell’antica mulattiera è cementato e stagionalmente invaso da erbe, dominio di lucertole, geki e gatti.

All’altezza di Villa Belvedere si incontrano le prime antiche case contadine, isolate o raggruppate in piccoli borghi lineari e trasformate in piccole villette. Si prosegue ancora in salita tra case ristrutturate ed oliveti, fino a veder sostituita la strada, per un tratto asfaltata, con una ampia mulattiera, in calcare marnoso, la pietra locale, di cui sono costituiti edifici e muri a secco.

Il  percorso si sviluppa ancora lungo il crinale della Costa Secca, offrendo le ultime importanti panoramiche su Santa Margherita e il Tigullio, lasciando sulla sinistra un secondo itinerario che conduce alla Madonna di Nozarego.

Si abbandona il tratto ad oliveto per entrare in un ambiente boscato, nel quale spiccano alcuni significativi esemplari di Pino d’Aleppo che sovrastano alcune specie mediterranee, in particolare leccio, corbezzolo e orniello.  Si può notare come fuori dall’abitato la mulattiera sia abbandonata al naturale smantellamento che investe tutti questi manufatti quando perdono la loro funzionalità originaria.

Costeggiata ad oriente la cima del Monte Croce di San Siro, in località Costa d’Aria, si incontrano una deviazione alla Croce di San Siro, dove si trova una altare sormontato da una croce in cemento a ricordo di una cerimonia religiosa di ringraziamento tenuta ogni anno, per un voto, dalla popolazione di Santa Margherita scampata alla micidiale peste del 1623, e un sentiero di crinale che conduce alle Bocche di San Lorenzo.

Oltrepassato questo bivio si entra in un ambiente più fresco dove prevalgono specie di ambienti meno aridi, in particolare la roverella, qui, come negli oliveti sono presenti i segni della presenza del cinghiale.

Si supera il Fosso delle Bocche, il punto più umido e ombroso del percorso, per giungere a un bivio, che separa dal percorso per Dolcina Alta.  Via via che la pendenza del terreno aumenta, presso le Bocche di San Lorenzo, si assiste alla formazione di radure, con inattesi squarci panoramici sull’entroterra tra Santa Margherita e Zoagli.

Il suolo acclive scivola sulla roccia, lubrificato dalle acque delle falde che giungono presso la superficie nei punti di contatto tra i due principali tipi di rocce del Promontorio: il conglomerato e il calcare marnoso, formando così frane di modeste dimensioni.

Si è giunti nel tratto finale del percorso, nel versante settentrionale del monte delle Bocche, caratterizzato da una discreta pendenza e da torrioni di roccia prepotentemente scavati nei blocchi di conglomerato, che devono aver valso il nome di Castelluccio.

Poco prima della fine, il percorso si congiunge al sentiero, indicato con il quadrato rosso, che unisce, nell’ambiente appena descritto, Portofino Mare con la vicina Pietre Strette, snodo viario per tutte le principali località del Promontorio.